I quattro grafici della distribuzione
oraria dell'umidità assoluta, uno per stagione, sono molto
interessanti in quanto una loro corretta interpretazione ci permette di
capire come e perché varia l'umidità nelle 24 ore di una giornata
tipo ( con cielo sereno e tempo stabile) in ogni stagione.
Il grafico primaverile mostra due
minimi di umidità di uguale intensità, uno alle ore 6 e l'altro attorno
alle 17. Il primo minimo viene determinato dal fatto che in primavera alle
6 del mattino solitamente si registra la temperatura minima della
giornata. Come già ricordato, più bassa è la temperatura e meno vapore
può essere contenuto nell'aria. Per questo motivo spesso l'aria deve
sbarazzarsi di parte del vapore che contiene e lo fa condensandolo sotto
forma di gocce di rugiada. Il secondo minimo è spiegabile col fatto che
durante il tardo pomeriggio a causa del riscaldamento del suolo aumenta il
rimescolamento dell'aria. L'aria più umida a contatto col suolo viene
mescolata con quella più secca che lo sovrasta facendo in questo modo
diminuire l'umidità assoluta.
I rimanenti tre grafici mostrano
ancora tutti i due minimi ma in misura diversa. Quello estivo per esempio
ha come minimo principale quello delle 17, in quanto diventa predominante
il rimescolamento dell'aria dovuto al forte riscaldamento del suolo
mentre diventa meno importante la formazione di rugiada nel primo mattino.
L'opposto succede nel grafico invernale, dove il riscaldamento del suolo
durante la giornata è minimo e piccolo è il rimescolamento dell'aria
mentre abbondanti sono le brine e le rugiade della notte che, depositando
acqua sul suolo, la sottraggono all'aria determinando il forte minimo di
umidità assoluta alle 7-8 del mattino. Simile al grafico invernale è
quello autunnale, con il minimo del mattino meno accentuato.